A pochi metri dai fatti di Tambu

io lavoraro a pochi metri dalla “zona rossa”. Non abbastanza da avere un visto e non abbastanza per essere tranquillo. Dai vetri dell’ufficio – piano terra – non è che si vedesse granché, ma quando la gente ha iniziato a scappare s’è visto bene. A quel punto il mio capo è sceso giù e mi ha detto “tu domani parti per la grecia vero? vai a casa subito, se ci riesci, che hanno ammazzato uno e c’è casino”.

Ho dovuto fare parecchie infrazioni al codice della strada per arrivare a casa. I container ve li ricordate? erano ovunque, bloccavano tutto. Il tunnel di Brignole invaso dai black block e dai fumogeni? le camionette della polizia…

La strada per casa mia era completamente bloccata, ero prigioniero in centro. Chiedo aiuto a un poliziotto e mentre addenta un panino mi dice “passa da quel marciapiede e prova da via Tommaso Ivrea, ma occhio alle zecche”. Le zecche erano i manifestanti. Con lo scooter che affondava nella schiuma antincendio passo accanto al furgone dei carabinieri che va a fuoco, e giro poche decine di metri prima di piazza Alimonda. Riesco a guadagnare la strada verso casa senza sapere cosa c’è a pochi metri da me.

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  1. #IoRicordo – G8 Genova 2001/2011 « nicoblog - 23 giugno 2011

    [...] A pochi metri dai fatti di Tambu io lavoraro a pochi metri dalla "zona rossa". Non abbastanza da avere un visto e non abbastanza per essere tranquillo. Dai vetri dell’ufficio – piano terra – non è che si vedesse granché, ma quando la gente ha iniziato a scappare s’è visto bene. [...]

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