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Il cielo è grigio sopra la lanterna ferita, di NotOurWorld

20 luglio 2001.

A Savona il sole è caldo. Diciotto anni, fresco di patente, ultima estate prima della maturità.

Mare, spiaggia, una partita a beach volley, una a cirulla. Un bagno rinfrescante in un mare ancora limpido e non invaso dai mostri da crociera.

A quaranta chilometri dal paradiso, mezz’ora di macchina, l’inferno.

“Hanno caricato un gruppo frati”, “hanno distrutto banche e negozi”, “fanno saltare in aria le macchina”, “picchiano nel mucchio”.

“Ma chi?”

“Black block contro polizia”

“E chi cazzo sono i black block?”

In quei giorni chi si stava affacciando nel mondo ha imparato un po’ di cose: no global e black block, le cariche della polizia, i lacrimogeni e i limoni come protezione. Tutto visto da lì, da mezz’ora di macchina di distanza. L’orizzonte sulla costa, da Albisola, non era diverso dal solito. Eppure non si poteva andare oltre Genova Voltri.

“Mi hanno annullato un esame”

“E ora?”

“Mi laureerò a dicembre e non a settembre. Ma c’è un bordello incredibile laggiù, avrei paura ad andarci”

La sera, a tavola, papà era incredulo. Lui, vent’anni negli anni ’70, mamma pure. Manifestazioni e botte da orbi, allora: ma c’erano i buoni e c’erano i cattivi, si distinguevano, era facile anche riconoscere chi tra i buoni era in realtà cattivo.

“Meglio star lontani da Genova”

“Neanche ai nostri tempi una roba simile, ed erano gli anni di piombo”

 

21 luglio 2001.

Montecarlo. Una gara di atletica, tanti campioni, cielo terso. L’inferno è lontano quasi duecento chilometri. Non c’è traccia, se non nelle notizie che arrivano da casa. Botte, ancora botte e cariche. Piazzale Kennedy è una trincea.

“Hanno chiuso il centro storico per controllarli meglio”. Lì tra il mare e la Val Bisagno: strade con poche vie d’uscita, larghe, squadrate, senza scappatoie.

“Ma non puoi caricare i frati”

“Ma allora è vero?”

“Così pare”

Bubka, il campionissimo, al salto con l’asta. La tribuna applaude, lo stadio è caldo, l’atmosfera di festa.

“Cosa? A Bolzaneto…”

Periferia della città, Val Polcevera. Una caserma, decine di fermati. Il passaparola corre più della stampa: tutti hanno un amico, parente o vicino di casa in quelle strade. E siamo lontani dall’era Twitter: basta un cellulare o qualche gettone.

I cento metri uomini, il momento più atteso. Maurice Greene, campione olimpico, record del mondo: l’uomo più veloce sulla terra. Ai vostri posti, pronti, sparo. Uno sparo. Un colpo di pistola.

“È morto un ragazzo di vent’anni”

“Cosa?”

“Sì, in cima a Corso Torino”

“E come?”

“Un carabiniere…aveva vent’anni”

“Il ragazzo?”

“Anche il militare”

Il cielo di Montecarlo è illuminato dai fuochi d’artificio.

 

22 luglio 2001.

È l’ultimo giorno.

“Ad Albaro hanno massacrato dei manifestanti nella notte”

Il cielo è grigio sopra la Lanterna ferita.

Originariamente pubblicato su NotOurWorld

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2 Responses to “Il cielo è grigio sopra la lanterna ferita, di NotOurWorld”

  1. 22 luglio 2011 at 16:01 #

    Grazie dell’ospitata 🙂

    (A.)

  2. claudia
    22 luglio 2011 at 16:09 #

    Grazie a voi di averci permesso di pubblicarlo anche qui 🙂

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