Non avrei dovuto regalare la mia disciplina di vedraivedrai

All’epoca ero Responsabile Organizzazione della Sinistra Giovanile della Lombardia. Sin da prima di Seattle, insieme ad un pugno di Compagni milanesi, cominciammo ad introdurre nell’organizzazione le tematiche della globalizzazione. Pian piano, grazie alla crescita del movimento dei movimenti, riuscimmo a portare la Sinistra Giovanile dentro al movimento come organizzazione e non solo come singoli. Il consenso aumentava tra i militanti della SG a Milano, in Lombardia e in tutta Italia. Riuscimmo, per un breve ed esaltante periodo, ad arginare l’ideologia della fine della storia e del pensiero debole. Così riuscimmo a preparare Genova nella nostra organizzazione con iniziative, studio, rapporti a sinistra e nella società, mobilitazione ecc…
Per Genova ogni federazione SG della Lombardia aveva preparato la partecipazione, non meno di 400 persone si sarebbero mosse per il corteo di sabato.
Venerdì pomeriggio alle 17e30, poche ore dopo la morte di Carlo, ricevetti l’ordine di annullare tutti i pullman.
Mi arrabbiai, gridai al telefono, bestemmiai e poi, con la morte nel cuore, obbedii. I Compagni eseguirono, non capivano. Qualcuno mi cercò, mi chiese, avendo capito cosa avevo in mente, come si fa a dare ordini che non si condividono. Non rispondevo arrecando le più banali scuse. “Devo chiamare le altre federazioni”, “mi squilla l’altro telefono”, “mi cercano da Roma”
Regalai a quell’organizzazione una disciplina che non meritavano. Avrei dovuto dirgli che quell’ordine violava la mia coscienza, strappo la tessera all’istante e il lavoro sporco ve lo fate voi! Addio!
Contattai il Circolo di Rifondazione di Rho, la mia città, ed andai con loro. Stetti tutto il tempo dentro lo spezzone di Rifondazione e partecipai al cordone respingendo quelli che i Compagni intorno a me non riconoscevano e non volevano fare entrare. Incontrai alcuni Compagni, qualcuno che già era a Genova e qualcun altro che andò comunque. Ci abbracciammo.
La sera tardi riprendemmo il treno speciale, avevo perso tutti. Mi sedetti, scroccai una sigaretta e un minuto dopo il treno partì. Mi addormentai subito.
A Milano Porta Garibaldi trovai un Compagno dato per disperso.
Mio padre ci riportò a casa mentre Radio Popolare dava conto di quanto avveniva alla Diaz.
La mattina dopo mi svegliai, andai a prendere la mia ragazza e decisi, nel mio piccolo, che in un modo o nell’altro avrei fatto del male al PDS.
Rimasi ancora qualche anno del PDS, ma feci in tempo a togliermi qualche sassolino.
Ora il nostro primo figlio lo abbiamo chiamato Carlo e ogni tanto si torna a Genova.
Ci sarò anche quest’anno.
Ciao a tutti.
Massimo Giordano

{lang: 'it'}

Segui i ricordi di Genova 2001

Voglio essere aggiornato sugli ultimi ricordi

No comments yet.

Leave a Reply

Siti per blog